Facebook Latitidine 40

Isola di Fuerteventura: una guida online dedicata a Fuerteventura

Cuori leggeri on the road

Cuori leggeri on the road

“L’oceano oggi è arrabbiato” dico mentre attraversiamo il deserto della NorthShore, diretti in un punto imprecisato nel nulla, sulla furgoneta verde rossa e gialla di Mànaba. Lui mi guarda, ma non dice niente. Proseguiamo adagio, in sottofondo Take Flight, musica yoga che risveglia le anime e rilassa i muscoli. Dondoliamo adagio, noi e la furgoneta. Continuo a guardare l’oceano. Le onde saranno alte quindici piedi e si spengono sulle rocce vulcaniche con una esplosione di schiuma bianca. “L’oceano è proprio arrabbiato oggi” ripeto. Manawa mi guarda ancora. “Non dire che è arrabbiato perché il mio stato d’animo viaggia con gli elementi e io non sento lo stato d’animo della rabbia. E’ allegro e per questo sta ballando”. Viandanti senza meta dondolavamo a ritmo di Take Flight e delle onde che ballavano allegre nell’oceano. In otto sulla casa mobile di Manawa: otto storie, otto creativi e otto cuori leggeri. La più piccola del gruppo ha soli ventiquattro anni, la più grande quarantatre: due donne, due viaggiatrici. Erika, la più giovane, ha passato gli ultimi anni in giro per le Canarie, ma sogna l’India. Conosce però la pazienza del viaggiatore, sa che non è ancora il momento, ma sa anche che in India ci andrà, perché ha appreso la determinazione e il sensibilità dei viaggi che cambiano la vita. Gavina, invece, è una girovaga, un’artista della mano e del cuore. Cammina leggera con gli alberi della vita che costruisce con alluminio e cristalli e che poi vende. Non parla mai del tempo, non le piace. Oggi è qui, domani è lì, ma quel “lì” non sa ancora dov’è e oggi non le importa. Nel mezzo musicisti, artisti di strada e viaggiatori. Otto persone che hanno scelto di fare della propria vita un capolavoro, alla ricerca costante di energia buona e insegnamenti preziosi. Dondolando sulla Nord-Ovest troviamo una vecchia casa di legno, un rifugio in mezzo al nulla. Ci fermiamo e ci lasciamo ospitare. La casa ha una porta chiusa con uno spago. Ce ne sono diverse sparse sull’isola, oggi utilizzate come ripari per nomadi e passanti. La capanna ha una sola stanza. Deve esserci stata da poco una famiglia con dei bambini piccoli. Ci sono ancora i giochi, ordinati su una vecchia panca di legno, e delle ciabattine. In una cassa della frutta un pò di provviste: pasta, una bottiglia di olio consumata a metà, spezie, una scatola di tonno e una bottiglia di vino. E letti. Decidiamo di accamparci lì e di usare il rifugio per la notte.

Cuori leggeri on the road

Manawa prepara caffè con latte in polvere e zucchero di canna per tutti e lo mette nell’unico vaso di vetro che ha nella sua casa mobile. Ci passiamo il caffè di mano in mano, da buoni compagni e fratelli. Francesca ha portato con sé tutta la sua casa raccolta in uno zaino, perché l’essenziale per vivere felice lo porta dentro di sé e lo raccoglie in ogni nuova avventura. Lasciamo la furgoneta accanto alla capanna di legno e ci avviamo a piedi nel deserto vulcanico. Vogliamo raggiungere il Cotillo e rientrare prima che faccia buio. Gente bizzarra e felice con strani cappelli e idee ancora più strane. Creativi in cerca di emozioni in quel nulla che ci acquieta e ci accomuna. Volti conosciuti per caso, riconosciutisi a prima occhiata che percorrono a piedi scalzi un pezzo di strada insieme. Di domani non si parla mai, perché domani è sconosciuto e ognuno proseguirà il suo viaggio con se stesso in cerca di chissà cosa. Quello che conta è oggi e oggi siamo in cammino insieme.

Cuori leggeri on the road