Facebook Latitidine 40

Isola di Fuerteventura: una guida online dedicata a Fuerteventura

vivere a fuerteventura

Elisa: ho mollato tutto per fare quello che desidero

Vivere a Fuerteventura: la storia di Elisa

“Tutte le giornate erano diventate uguali, mi alzavo al mattino, facevo colazione, mi lavavo, mi attaccavo al computer fino alle 13, mangiavo, facevo pausa fino alle 15 e continuavo; poi andavo a letto, per poi ricominciare con lo stesso tram tram il giorno dopo. Mio marito lavorava come web designer, avevamo il mutuo, le tasse, le spese del condominio da pagare e non riuscivamo ad arrivare a fine mese. L’unica via di uscita era quella di vendere la casa e andarcene”. Elisa e suo marito hanno scelto la “via d’uscita” e, nel 2013, si sono trasferiti a vivere a Fuerteventura, a Corralejo, dove Elisa ha lanciato un marchio handmade “Arbol de la vida”, mentre suo marito ha avviato un’attività di escursioni con veicoli elettrici a tre ruote. Di certo la vita non è facile, ci sono molte spese da affrontare e sogni ancora da realizzare, ma questo trasferimento ha dato ad Elisa la possibilità di fare quello che da sempre ha desiderato.

Mi sono trasferita a Corralejo nell’aprile del 2013, prima vivevo a Milano. Avevo perso il lavoro dopo essermi laureata in Scienze dell’Educazione e così iniziai a far supporto tesi per i laureandi. Passavo tutto il giorno al computer, poichè svolgevo l’attività online. Tutte le giornate erano diventate uguali, mi alzavo al mattino, facevo colazione, mi lavavo, mi attaccavo al computer fino alle 13, mangiavo, facevo pausa fino alle 15 e continuavo; poi andavo a letto, per poi ricominciare con lo stesso tram tram il giorno dopo. Mio marito lavorava come web designer, avevamo il mutuo, le tasse, le spese del condominio da pagare e non riuscivamo ad arrivare a fine mese. L’unica via di uscita era quella di vendere la casa e andarcene?

vivere a fuerteventura

Conoscevo già Fuerteventura, ci ero stata 10 anni prima e in quell’occasione me ne ero innamorata subito. Ero stata in vacanza a Costa Calma e il mio pensiero fu: “Io qui ci vivrò, aprirò il mio asilo”. Così, rientrata in Italia, mi iscrissi all’Università per poter raggiungere questo obiettivo. All’epoca non conoscevo ancora mio marito, lo incontrai circa 5 anni dopo, gli parlai del mio progetto, anche lui aveva intenzione di andar via dall’Italia. L’ho portato in viaggio di nozze a Fuerteventura, a Corralejo, e dopo un primo momento di scetticismo, se ne è innamorato. Ho terminato gli studi, abbiamo messo in vendita la casa e, appena venduta, siamo partiti.

A primo impatto, a molti potrebbe sembrare un salto nel buio, ma così non è stato. Un amico di mio marito viveva lì e prima di trasferirci definitivamente, siamo andati sul posto per una quindicina di giorni, così da reperire tutte le informazioni possibili. Appena arrivati, abbiamo prenotato una casa vacanza, poiché a gennaio ci avevano detto che la casa non poteva essere bloccata per aprile, così abbiamo dormito al Papagayo, a Corralejo, fino a quando non abbiamo trovato la casa giusta per noi.

Per i primi tre mesi ci siamo goduti l’isola, poi abbiamo cominciato ad informarci sulla convalida della mia laurea; con mia grande sorpresa mi è stato detto che avrei dovuto aspettare da un anno e mezzo ai tre anni per ottenere tale convalida, perché c’era solo un ufficio preposto a Madrid. Anche se scoraggiati, abbiamo iniziato le pratiche (mai portate avanti), nel frattempo mio marito ha cominciato ad informarsi su quale attività avviare, mentre io mi arrangiavo con vari lavoretti: baby sitter, mercatini, ecc. ?Ora lui si occupa di escursioni ed io sto lanciando un marchio handmade “Arbol de la vida”, vendo prevalentemente online. E’ un campo difficile, ma piano piano spero di riuscire a vendere bene e a potermi permettere un mio negozio qui a Corralejo.